Certi scrittori consigliano – Angelo Ricci

Oggi tocca a Angelo Ricci, autore poliedrico (qui tutti i libri che ha scritto in questi anni). Classe 1964,ha esordito nel 2008 con il romanzo Notte di nebbia in pianura (che sarà presto ripubblicato in ebook). Qui un profilo biografico sul sito di Officina Marziani, la collana per la quale ha pubblicato recentemente Sette sono i re e L’odore del riso.

Ecco i suoi 3 consigli di lettura:
- La battaglia. Storia di Waterloo, di Alessandro Barbero (Laterza)
- La biblioteca di Gould, di Bernard Quiriny (L’Orma Editore)
- Diario di bordo di uno scrittore, di Björn Larsson (Iperborea).

Ed ecco, direttamente dalla sua voce, le sue ragioni:

Natale è il momento di un’attesa che ci lascia, anche solo per un istante, sospesi tra gli attimi che, uno dopo l’altro, segnano il tempo. E proprio per segnare questi attimi (e, forse, per tentare di fermarli almeno un poco) cosa ci può essere di meglio della lettura di un libro? Certo è per me, lettore instancabile, impresa titanica quella di scegliere tre titoli. Ho amato tutti i libri che ho letto ed è sempre un po’ difficile per l’amante dire chi sia stato il migliore, o i migliori, tra i suoi amori. Tuttavia cedo alla gentile e garbata richiesta di Lucia Zitelli e mi immagino affrontare colline di altipiani belgi e fiamminghi, in una nebbiosa mattinata del 1815, tra dragoni francesi, quadrati di fanterie britanniche e granatieri prussiani, mentre, in questo mio tentativo di fermare il tempo con la lettura, stringo tra le mani una copia de La battaglia. Storia di Waterloo, di Alessandro Barbero.
battagliaPerché iniziare questa scelta natalizia di tre titoli proprio con un libro così bellicoso? Ma perché la figura di Napoleone Bonaparte ha, per ben più di un secolo, fatto la sua misteriosa comparsa tra le pagine dei più grandi capolavori ottocenteschi della letteratura europea. Pensiamo soltanto a Guerra e pace, a I miserabili, a La certosa di Parma (e, citando appena il manzoniano Il cinque maggio, come non ricordare I duellanti di Conrad). Ecco perché consiglio questo libro. Perché nella magistrale cronaca della battaglia di Waterloo Alessandro Barbero, che è uno dei pochi storici che sa narrare con il piglio dello scrittore di razza, ci presenta quel momento della storia europea in cui ebbe fine una epopea che comunque seguitò a influenzare gran parte della società, della politica e, come ho già detto, anche della letteratura, di tutto il diciannovesimo secolo. Questo libro vi dirà tutto, ma proprio tutto, quello che è accaduto a Waterloo, dai retroscena storici e politici, alla cronaca minuto per minuto di quella giornata, fino alla minuziosa descrizione dei reparti e delle uniformi.
Ma ora osservo l’imperatore Bonaparte che si allontana sconfitto, protetto dai veterani della Vecchia Guardia, e, mentre lui supera il confine ritirandosi in Francia, io rimango qui, ma ai giorni nostri, in quel Belgio che è la patria di Bernard Quiriny, autore de La Biblioteca di Gould.
bibliotecaSe siamo partiti da una battaglia che è stata matrice di tanta letteratura europea ottocentesca, adesso ci troviamo piacevolmente persi nella stanze infinite di una letteratura contemporanea in continua evoluzione, che gioca genialmente con le parole, con le trame, con le storie, con i personaggi.
Degno discepolo di Borges, di Calvino, di J. Rodolfo Wilcock, Quiriny sa che la finzione è spesso più reale della realtà e ben conosce il modo di muoversi tra biblioteche infinite e giochi di specchi, tra romanzi, luoghi e situazioni che trasformano l’universo in una narrazione così profonda da essere essa stessa universo e momento di incontro tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo, verso quell’attimo infinito in cui autori, lettori e libri si trasfigurano in una sola e perfetta visione narrativa e narrante.
Quiriny accompagna per mano noi lettori verso quel paradiso della lettura che nasce dall’incontro virtuoso dei generi, delle emozioni, dei libri. E il lettore, leggendo le pagine de La biblioteca di Gould, non potrà che congratularsi con se stesso per quella felice combinazione di eventi che ha fatto sì che questo libro finisse tra le sue mani.
Ma ora è forse il momento di lasciare queste lande e, visto che il Natale si avvicina, guardiamo un po’ verso quel nord Europa di renne, nevi e slitte così natalizie.
È un viaggio, questo in cui vi accompagno, fatto naturalmente di parole, di libri, di scrittori. E se con Alessandro Barbero abbiamo analizzato un momento storico dalle ricadute così importanti per la letteratura e con Bernard Quiriny abbiamo visto come la stessa letteratura possa espandersi ben oltre la realtà e ben oltre la finzione, è con lo scandinavo Björn Larsson, autore di Diario di bordo di uno scrittore che i lettori potranno osservare la genesi dello scrittore.
diarioAttimi irreversibili di vite definitive che si tramutano in anni di fatiche letterarie vengono illustrati in questo libro che è anche guida, saggio, romanzo fatto di romanzi, di parole, di avventure, di sentimenti. La scrittura, la sua genesi, le genesi stessa di tutti i libri di Larsson, il suo rapporto quasi totalizzante con la lettura, con la creazione letteraria, con i personaggi dei suoi romanzi che hanno la capacità di attraversare altri romanzi, altre narrazioni. Tutto questo alberga in questo libro. E tutto ciò si trasfigura in testimonianza e descrizione del lavoro del narratore che è affermazione di fatica immensa e al contempo di affascinante delicatezza. Perché si scrive, perché si crea, qual è il rapporto tra scritture e scrittori. Tutto questo e altro ancora può trovare qui il lettore appassionato e affamato di conoscenza, di apprendimento di quelle tecniche che tecnicamente algide non possono essere perché fondono anima e annotazione, parole e passioni e le fondono al fine di creare una storia.
Come un lento apprendistato pynchoniano questo libro ci accompagna nella avventura fatta di libri, di parole, di storie che è la vita di Björn Larsson, vita che lentamente ci appare come vero e proprio baedeker per lettori e come insostituibile backstage dell’anima dello scrittore.
Adesso il viaggio è finito. Tre libri in qualche modo collegati fra loro, tre libri che, in qualche modo, diventano essi stessi personaggi di una storia. Mi fermo un momento a pensare che poi non è stato così difficile scegliere tre libri da consigliare perché, in fin dei conti, ogni libro può essere tutti i libri del mondo.
Buone Feste e buone letture!

Angelo Ricci

Certi scrittori consigliano – Luca Giordano

Si apre oggi un appuntamento che ci terrà compagnia in queste settimane, “Certi scrittori consigliano”, una rubrica nata con l’idea di farvi leggere sul blog qualche buona voce diversa dalla mia. Alcuni scrittori ci diranno quali sono i libri che regalerebbero ai loro cari durante le Feste.

giordano_240x240_midPartiamo con Luca Giordano, che è torinese e sceneggiatore e ha pubblicato nel 2013 il suo primo romanzo con ISBN, Qui non crescono i fiori. Ecco i libri che Luca ci consiglia di cuore, le ragioni per cui ce li consiglia (e pure la colonna sonora adatta!):

 

lovesongs- Shotgun Lovesongs, Nickolas Butler (Marsilio): non voglio dire che è un capolavoro, che è un libro da leggere per forza. Dico solo che vi verranno puntini di freddo sulle braccia, che uscirete coi vostri amici guardandoli con occhi diversi. Che sentirete un sottofondo strumentale di chitarra (o di ukulele, che va tanto di moda), e che quando lo chiuderete vi sarete fatti il vostro film che potrebbe benissimo essere uno dei vostri film preferiti.
(Menzione speciale alla traduzione di Claudia Durastanti.)
Colonna sonora: The Tallest man on earth – There’s no leaving Now

poetaria- Il poeta dell’aria, Chicca Gagliardo (Hacca): il poeta dell’aria è un ufo, un oggetto non identificato. Non è romanzo, non è solo racconto. Il poeta dell’aria è magia, leggerezza, uno di quei libri di quelli da tenere lì, sul comodino, da sfogliare e rileggere anche dopo la prima lettura. Il poeta dell’aria è una specie di manuale per la ricerca della serenità, e ultimamente un po’ tutti ne avremmo bisogno.
Colonna sonora: Balmorhea – Rivers Arms
(Il libro non è al momento disponibile in ebook, lo trovate in cartaceo)

canebambino- L’estate del cane bambino, Marco Pistacchio e Laura Toffanello (66thand2nd): se in un libro si racconta anche l’amicizia tra un cane e dei ragazzi sono portato a consigliarlo per partito preso. In questo caso, c’è qualcosa in più. Perché L’estate del cane bambino è una favola “nera”, a tratti struggente, che ci riporta a quando eravamo bambini ed era così bello credere a ogni cosa possibile. A come quello che ci succedeva era in grado di determinare quello che siamo diventati. Scritto a quattro mani, Il cane bambino è una sinfonia quasi perfetta.
Colonna sonora: Tre allegri ragazzi morti – Primitivi del Dub

guarigione- Guarigione, Cristiano De Majo (Ponte alle Grazie): difficile scrivere poche righe su un libro come questo, di una bellezza tale a cui probabilmente non siamo abituati. Guarigione è il racconto di una vita che nel suo scorrere incontra la malattia, la guarigione e la felicità più estrema, quella di due figli da amare nonostante tutto. Un percorso, impervio ma che fila liscio fino all’ultima pagina, che è la ricerca continua dell’identità. Propria e dei propri figli. Chiamatelo a vostro piacimento memoir, saggio o diario, ma siate sicuri del fatto che ogni pagina sarà una scoperta che vi farà riconsiderare alcuni passaggi della vostra vita.
Colonna sonora – Aphex Twin – Selected ambient works 85-92

Le Newsletter della Libraia – Vi do 30 secondi di tempo

newsletter-01-01 (1)Quasi tutti i pomeriggi verso le 19:00 scendo in garage e per i quarantacinque minuti seguenti faccio questo:
a intervalli di 30 secondi di lavoro inframmezzati da 10 secondi di pausa, eseguo flessioni, mi stendo per gli addominali, sollevo sacche piene di sabbia, sollevo dischi, rotolo a terra e torno in piedi velocemente e salto, faccio squat, salto a destra, salto a sinistra, salto con la corda. Alla maggiore intensità possibile, perché è così che questo tipo d’allenamento, che tecnicamente si chiama HIIT, High Intensity Interval Training, vuole.
Oggi ti dico altri cinque tipi d’allenamento su cui intanto, in quei 10 secondi di pausa tra i 30 secondi di delirio, ho fatto in tempo a fissarmi, senza mai cominciarli.

Appesa

C’è stato il periodo di fissa per l’arrampicata, finché un’amica non ha provato una lezione e non ha quasi ammazzato uno per l’aver dato troppa corda. Mi piaceva l’idea di stare a salire una parete di montagna, la roccia, la pietra. Il marmo è una pietra, e Il marmo è la novità del grande Aira arrivata la scorsa settimana. S’inizia con un blocco di marmo su cui siede un uomo nudo, e il libro sarà il modo con cui memoria e immaginazione, a cui “sono gli oggetti strani a creare una funzione”, spiegheranno questa strana situazione.
C’è stato anche il periodo in cui volevo tentare tessuti aerei, che è uno sport acrobatico per cui mi sarei ritrovata attaccata, avvinghiata, a pezzi di tessuto appesi. A proposito di tessuti: prima ho detto memoria. Lo sapevi che risiede in uno strato preciso del tessuto cerebrale, ovvero nella corteccia cerebrale? No? Allora leggi Alla ricerca della memoria di Kandel, che per studiare la memoria è finito col vincere il Premio Nobel. Non è un saggio scientifico incomprensibile, ha la forma di un bel racconto.
Ora nessun periodo mio, ma un periodo della poesia. A un certo punto negli Stati Uniti è diventata una specie di sport agonistico, orale e spettacolare. Un gruppo di poeti si sfidavano a colpi di versi improvvisati; la giuria, di gente comune, a decretarne il vincitore. Tutto ciò ha preso il nome di Poetry Slam, è poi arrivato anche in Italia, si è formata una Lega Italiana Poetry Slam, si tengono spesso gare e Atti impuri Poetry Slam te ne darà un’idea, e ti darà l’idea della buona poesia che ne esce.

Attualmente

adesso? Che periodo è? È periodo in cui m’attirano due idee. La prima è quella di riuscire a vorticare tenendomi a un palo. Si chiama pole dance, c’è anche la variante pole sport, non so come m’è venuto in mente, ma tant’è. Il palo come quello di un altro sport, quello accanto a cui in un campo da calcio campeggia il portiere. E al proposito non si può non nominare Il portiere, che ti narra com’è nata questa figura, cosa ha potuto fare, quali nazioni l’hanno venerata come un dio, che aneddoti c’ha regalato. E poi altro, che qui non ci sta.
Seconda idea emersa in testa, proprio questi giorni: kickboxing, quello in cui, tra le altre cose, si danno quei bei calci alti e precisi (ed è la precisione nei movimenti uno degli aspetti che m’alletta). Chi di calci ne ha presi ma senza alcuna grazia dalla vita è chi ha poi dato vita a generi musicali che di forza ne hanno da vendere: jazz, blues, ragtime. Com’è successo, come ci si è arrivati a certi suoni diventati tanto resistenti nel tempo? Blues! Afroamericani: da schiavi a emarginati è un ottimo modo per saperlo.

Cosa succede in città – Nuovi canali di vendita, Land Rover e IVA

billboard-ad- Dopo oltre un anno di sperimentazioni e versioni prova limitate a un numero ristretto di artisti (ne aveva usufruito ad esempio Thom Yorke,voce dei Radiohead, per il suo album da solista “Modern Boxes”), BitTorrent Bundle, la piattaforma da cui è possibile vendere i propri contenuti digitali, apre a tutti. Dal punto di vista del mercato librario, questa è una news che può interessare editori e autori, con l’idea di poter guadagnare ben il 90% da ogni vendita.

van- La Land Rover, che di solito fa auto, pubblica ora ebook. Preciso: per ora, un ebook, un enhanced book, intitolato The Vanishing Game, gratis e scritto dall’autore inglese William Boyd e incentrato su un’avventura thriller alla guida da Londra alla Scozia.
Il lettore viene tirato dentro alla storia attraverso non solo la parola scritta, ma anche suoni, immagini, video e voci. Inoltre, in certi passaggi del libro, potrà prendere parte a momenti di viaggio filmati da proprietari di una Land Rover.
Perché tutto ciò? Perché, dicono dalla Land Rover, fa parte del loro essere sempre alla ricerca di nuovi modi per trasmettere la passione di chi possiede una Land Rover.

unlibro- Cosa sta succedendo sul fronte IVA applicata agli ebook? Pare che per ora non sia vicina un’equiparazione dell’IVA tra libri cartacei ed ebook, come ha riportato Wired anche ieri. Intanto chi ha proposto la modifica in Parlamento dice: “Manteniamo saldamente il nostro emendamento per portare al 4% l’Iva sugli e-book. Continuiamo a confidare negli impegni assunti dal ministro Franceschini e vogliamo che la guida italiana del semestre europeo si chiuda con almeno un fatto positivo”.

Le Newsletter della Libraia – Una newsletter storica

rosettaDue giorni fa è successo qualcosa di storico: dopo un viaggio di 10 anni, dopo l’incontro con due asteroidi, dopo un periodo di ibernazione addirittura, dopo 6,4 miliardi di chilometri non su strada, ma in giro per il Sistema Solare, che non è proprio l’A14, con la sonda spaziale Rosetta siamo arrivati, per la prima volta nella storia dell’umanità, su una cometa. La cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko, che ha più o meno quest’aspetto (in realtà è più nera del carbone, dicono) e produce questo suono.
Qua un’idea del viaggio.
Perché è importante? Perché la cometa è un corpo che rappresenta i primi stadi evolutivi del Sistema Solare, quindi magari capiremo qualcosa di più sulle nostre origini.
Oggi dedico la newsletter a Rosetta, e lo faccio attraverso il suo nome, attraverso i significati che questo nome ha.

Rosa, rosae, rosae

La rosetta è un panino. Dimenticalo per i tuoi pranzi in ufficio, e affidati senza remore a quella parola milanese che sta a dire ”schiacciare, pressare, stipare”. La schiscetta, esatto. Il Re della schiscetta ti dà ben più di 60 ottime ricette, mica una! Ma non basta. Ti dà pure informazioni utili su sprechi e simili, e in un capitolo intero si lascia ispirare da quel personaggio giustamente memorabile che è Marcovaldo. Non ti va qualche pranzo un po’ diverso dal solito?
Da rosetta a rosa. Rosa, rosae, rosae, rosam, ecc., il fiore che m’ha fatto imparare la prima declinazione latina al liceo. Robert Walser gli ha dedicato un racconto, ha usato il suo nome (quel nome su cui s’è formato anche uno dei passi letterari più famosi di sempre: “What’s in a name? that which we call a rose/ By any other name would smell as sweet“) per una delle sue celebri prose brevi, per cui si prese il plauso di gente come Kafka, raccolte in La rosa una dopo l’altra per prenderti e scuoterti un po’ tra un miscuglio di pensieri.
Rosa è anche nome proprio di persona. Io non ti parlo di Rosa, però, né della signora Rosetta, ma di un altro nome proprio di persona che rimanda a un colore: Bianca, che sta insieme a Stalin. In Stalin + Bianca, di Iacopo Barison, che è giovane e bravo, è proprio questa Bianca a essere il punto forte del romanzo, a ritrovarsi guida per il baffone che l’affianca in una storia quotidiana, in scenari ed eventi che potresti incontrare anche tu domani (ma pure oggi pomeriggio eh).

Femminile e diafano

Rosa è il colore associato al femminile. Allora via con un libro con femmine, femmine particolari: via con un fumetto che viene dalla penna di Jaime Hernandez, che ha dato vita alla serie Love&Rockets coi suoi fratelli. Lui s’è occupato in particolare della serie Locas, termine che rende l’idea delle donne pazze che ci sono, a cui è stata riconosciuta però non solo la pazzia ma anche l’accuratezza di carattere. D’altronde Hernandez l’ha detto che le due protagoniste sono due aspetti della sua personalità.
Per chiudere e tornare al principio: Rosetta la stele, da cui ha preso il nome la missione spaziale. La stele che c’ha portato a non capire, alla difficoltà estrema del decifrare. E come i linguaggi ignoti, ci sono figure che richiedono decifrazione. Di certo le figure diafane che Filippo Tuena fa aleggiare nel Volo dell’occasione, uno di quei libri che è una cosiddetta ghost story, ma è alla Giro di Vite di Henry James, ovvero una ghost story che t’abbaglia nella sua capacità di andare ben oltre il genere e parlarti di quei minimi meccanismi mentali che accadono pure in te.

Le Newsletter della Libraia – Qualcosa sfugge a entrambi

newsletter-01-01 (2)Ultimamente ho deciso che voglio saperne di più di matematica, fisica, astronomia e campi scientifici a me ignoti. Ho fatto una ricerca, ho scelto qualche libro per profani promettente, ho cominciato con David Foster Wallace che parla del concetto di infinito in matematica. La volontà con cui lo scrisse: far capire a tutti la grandiosità di un uomo di nome George Ferdinand Cantor, che per primo riuscì veramente a gestire quel mostro matematico che sembrava ingestibile. L’infinito, appunto.
A un certo punto David Foster Wallace scrive: “Attenzione: questa capacità dell’uomo comune di (…) ‘sapere’ delle cose che non siamo in grado di gestire è caratteristica della modernità. Gli antichi greci per esempio non sapevano farlo. O non volevano. Le cose per loro dovevano essere chiare, e pensavano che non potevi sapere qualcosa che non capivi. Non è un caso che la loro matematica non comprendesse né lo 0 né l’∞ (infinito). La parola che usavano per indicare l’infinito era caos”.
Oggi ti consiglio 5 cose a noi sfuggevoli, mentalmente ingestibili.

Massimo e minimo

Partiamo proprio dall’infinito, in due sensi. L’infinitamente grande, il primo. Pensa all’universo, pensa: “Dove finisce?”, prova a immaginarne l’estensione, vai vai, estendi. Dove arrivi, quand’è che la mente inizia a cedere nella visione? E pensa alla fine dell’Universo. C’è? Non c’è? E quella parte oscura diffusa chissà quanto, cos’è? Amedeo Balbi la studia da anni, ne è specializzato. Nel Buio oltre le stelle te lo racconta, cos’abbiamo capito che c’è in quell’oscurità e nelle zone cosmiche che non puoi vedere.
L’infinita grandezza dell’universo è la causa del cedimento della mente, ma anche del suo lavorare in altro modo, perché in uno spazio infinitamente grande da non poter concepire l’immaginazione può intervenire. Come ha fatto l’immaginazione di Doris Lessing con la serie “Canopus in Argos: Archivi”, tra l’altro l’opera sua che più la soddisfece, nonostante il Nobel le sia stato dato più per altri scritti. Il primo libro della serie è Shikasta, dal nome del pianeta su cui ti fa andare, un pianeta immaginario, ma mica falso.
Secondo senso dell’infinito: l’infinitamente piccolo. Guarda l’oggetto più vicino a te, riesci a immaginarne la parte di materia minore che lo forma? Dal secolo scorso i fisici si misero a studiarla, cercarono di regolarla, arrivarono al subbuglio. Albert ci dice che hanno a che fare Meccanica quantistica e senso comune, iniziando così: “Quella che mi accingo a raccontare è una storia sconcertante (…) la meccanica quantistica resta, nei suoi fondamenti concettuali, un enigma inquietante”.

Mai più

Ora una cosa che mi capita mi sfugga quando provo ad approfondire nell’immaginarmela: il non essere più qua per sempre (lo so, altrimenti detta morte), col che andiamo a finire un po’ nell’infinito temporale. A chi poco gliene cale è Ted Simon nel 1973, quando si mette in sella alla moto che lo porterà in uno dei viaggi diventati leggenda, rischiando quasi infinite volte la morte, e sempre saldo a terra: “Bisogna restare a terra, e inghiottire i moscerini mentre si viaggia: solo così il mondo diventa immenso”, ti avvisa nei Viaggi di Jupiter.
Sfugge anche la parte di noi impalpabile. L’inconscio, la parte che è sogno, la fantasia, la parte non ben localizzabile, incomprensibile. David Lynch ne ha fatto il suo mestiere, ma solo perché è innanzitutto la parte che più ha guidato e guida la sua vita. Perdersi è meraviglioso non è un libro sul cinema, è un libro su questa vita in cui questa parte del mistero e dell’immaginazione ha tanto peso, “perché al mondo ci sono così tanti indizi da creare una sensazione di mistero, e ciò significa che c’è un enigma da risolvere”.

Le Newsletter della Libraia – Ad esempio ora: schermo e tastiera

newsletter-01-01 (2)Una cosa che ho sempre voluto avere in casa: la macchina da scrivere. Sarebbe più oggetto d’arredamento che altro, sarebbe più perché mi piacerebbe vederla in casa, che per uso.
La usai, comunque, la macchina da scrivere: da piccola nell’ufficio di mia madre.
Perché ti dico questo? Perché è uscito un modello particolare di macchina da scrivere, una con cui non si scrive su carta ma su display, su display a inchiostro elettronico. Come quello degli ereader quindi.
Questa macchina da scrivere si chiama Hemingwrite, e mi ha fatto venire in mente di rivedere con te con quali mezzi e supporti abbiamo (non io e te in particolare, ma l’umanità in generale) scritto e scriviamo.
Li rivediamo con 5 libri consigliati.

Con quel che c’è

Prima ci siamo arrangiati con quello che avevamo pronto. L’abbiamo fatto sui muri, sui sassi, sull’interno dei tronchi degli alberi. Su un albero, un susino, è dove va l’adolescente Pierre Anthon perché “Non c’e niente che abbia senso, è tanto tempo che lo so”. Che fanno i suoi compagni di scuola allora? Iniziano a imbastire una collezione che testimoni che per loro, invece, un senso diverse cose ce l’hanno. Peccato che il gioco sfugga loro di mano, e Niente di Janne Teller diventi così il romanzo per cui diverse voci si sono alzate scandalizzate.
Abbiamo scritto su tabulae, di cera, ad esempio. La cera che, se si sbagliava, poteva esser raschiata via, riposata, e la tavoletta era come nuova (quella tabula rasa che ancora oggi usiamo, ma solo come espressione). La cera di tanti tipi, come quella d’api. Le api che io particolarmente temo e che Mandeville scelse per la sua favola-metafora che ancora oggi ispira tanti, come Koening, che anche da lì è partito per Il fascino discreto della corruzione.
In Oriente usavano il bambù.Adriana Lisboa, che orientale non è, ma brasiliana (e, suo, è da poco arrivato Hanoi, consigliato), però in Oriente c’è stata, in Giappone, e ne ha appreso certe fiabe e favole popolari, e trovandole troppo belle e abbondanti di significato per rischiare che io e te non ne venissimo a conoscenza, le ha scritte, con la bravura narrativa di cui ormai s’è resa forte. Racconti popolari giapponesi ti narra queste storie, dove c’è pure il cappello di bambù.

Cosa ci siamo inventati

Con Andrea Kerbaker non ci limitiamo a un supporto, li vediamo tutti, in Breve storia del libro (a modo mio), attraverso una narrazione che va per aneddoti poco noti e particolarità di libri e personaggi librari. Ci sono le Bibbie che istigavano all’adulterio, c’è la prima richiesta di recensione in assoluto, ci sono gli amanuensi e c’è Gutenberg con la sua stampa, che fece tuonare qualcuno perché la scrittura “è pura se con la penna, meretrice invece se a stampa”.
Per motivi analoghi tuonano oggi alcuni contro gli ebook. E veniamo quindi a loro, argomento su cui tra i maggiormente ferrati c’è Gino Roncaglia, che da tanto e bene se ne occupa. Un tanto e un bene che si vedono nella Quarta rivoluzione. Perché l’ebook è la quarta rivoluzione del libro? Quali sono state le tre precedenti? Cosa cambia con questo ebook, quali ruoli nuovi porta, cosa diventano libro e scrittura, cosa potrebbero diventare?

Le Newsletter della Libraia – Tecniche di lavoro alternative

newsletter-01-01 (1)Un amico una settimana fa è andato a lavoro e ha giocato con i Lego. Ore di Lego. Ed erano ore di lavoro.
La Lego, infatti, qualche anno fa, si è inventata Lego Serious Play, che consiste in questo, applicato a un’azienda: chi lavora in quell’azienda prende i mattoncini e i pupetti della Lego, e con quelli in mano (attenzione perché la concretezza della cosa è fondamentale) indaga progetti, stimola la creatività, progetta il futuro dell’azienda, le strategie prossime. Si fa e poi si pensa, o si pensa facendo, si pensa con le mani impegnate con i Lego.
La Lego con questa tecnica si è tirata fuori da periodi bui, il mio amico ha garantito sulla notevole utilità.
Io oggi ti consiglio 5 mattoni (e non nel senso di “libri mattonate”).

Fabbriche, case, vita

Potremmo chiamarle i Lego della vita, le cellule, che per quanto siano alla base di tutto ben poco se ne sa. Luca Laurenti, che non è quel Luca Laurenti ma un biologo che oltre a essere bravo nella biologia è ottimo nello spiegare ai bambini e alla brava gente profana come me con parole semplici e con fantasia ciò in cui è specializzato, ha scritto Viaggio nella cellula, che te lo fa capire per bene perché la cellula è il mattoncino Lego della vita, raccontando. Un po’ come con Lego Serious Play: funziona tutto meglio divertendosi, intrattenendosi.
Di mattoni è la fabbrica in cui L’uomo di Kiev di Malamud finisce con contentezza a lavorare, poco dopo arrivato in città. La contentezza dura poco, perché a un certo punto è accusato di omicidio, e da quella di omicidio si arriva ad altre accuse, così, a piovere su di lui, che in realtà a quelle calunnie di cui lo ricoprono è del tutto estraneo. Ispirato al caso reale di Mendel Beilis, ci si chiede un po’ come un uomo possa difendersi da certe allusioni se nessuno gli crede, e si fa qualche passo dentro alla violenza, al razzismo, al potere sugli altri.
Il mattone dà l’idea di protezione, soprattutto se la casa ce l’hai di paglia. Anche ambendo a quella protezione, nella regione di Henan, in Cina, si scatenò un commercio di sangue che portò alla diffusione di AIDS tra un milione di persone circa. Tutto questo negli anni 90. Yan Lianke ci ha scritto Il sogno del Villagio dei Ding, che spopolò, poi il governo lo ritirò, perché l’autore toni satirici e dettagli assai realistici non risparmiò.

Dai bambini

I mattoni gialli più famosi della letteratura sono quelli del Mago di Oz, che è uno di quei libri resistenti alla prova del tempo impietoso, altrimenti detticlassiciLyman Frank Baum, l’autore, sceglie mattoni gialli per segnare la strada che porta alla meta di Dorothy, la Città di Smeraldo. Frank Baum che, se si fosse dato a un po’ di Lego Serious Play, forse si sarebbe risparmiato certe scelte poco azzeccate, che lo portarono a perdere il successo enorme che il mago gli aveva fruttato.
Infine, torniamo al principioLego Story (in offerta) racconta la storia dell’azienda che m’ha dato il LA per la newsletter di oggi. Si comincia con Ole Kirk Kristiansen, che dal legno passò alla plastica, si capisce come l’azienda è riuscita a resistere, come il Mago di Oz, al tempo, con quell’immedesimarsi nel bambino che c’è alla base di tutti i progetti (immedesimarsi nel bambino mentalmente ma pure fisicamente). Si parla pure di Lego Serious Play. Ci narrano insomma, i tre autori, come s’è incarnato nel tempo quel “gioca bene”che letteralmente è il nome stesso dell’azienda.

Cosa succede in città – Tworeads, Kindle Scout e novità per IBS

Tworeads-1280x548- Con la fine dello scorso weekend è finita la Fiera Internazionale del Libro di Francoforte, la maggiore in Europa. In occasione di quest’edizione della Fiera è stata premiata una startup italiana. La Tworeads ha vinto il premio “Digital publishing Creative Ideas 2014”.
Perché? Che fa? Adriano Guarnieri, che ha 29 anni ed è uno degli ideatori di Tworeads, lo spiega così: “Trovare il target ideale per i nuovi prodotti è un problema per il mondo dell’editoria (…). Solo in Italia ogni anno ci sono 60mila nuovi titoli. E il 30% di clienti esce da una grande libreria senza aver comprato per mancanza di informazioni. Noi ci proponiamo di intervenire in questa situazione, aiutando entrambi i soggetti del processo di vendita”. Ed ecco così ad esempio un’app per tablet che, sulla base del catalogo della libreria, fornisce informazioni utili eper orientarsi nella scelta.

kindlescout- Arriva il progetto crowdsourcing di Amazon: Kindle Scout. Lanciato ora ufficialmente, si propone come strumento utile agli autori per far arrivare i loro libri di fronte ai lettori “in cerca della prossima grande storia”.
Funziona così: gli autori propongono i loro testi inediti (per ora solo quelli in lingua inglese), dei testi che verranno scelti una parte iniziale verrà sottoposta per 30 giorni ai lettori, che potranno votare e recensire. Il libro che risulterà il migliore verrà pubblicato da quello che Amazon, nella pagina ufficiale del progetto, chiama Kindle Press.
Qui un’idea di come il tutto apparirà ai lettori.

tolino- Come già fatto da Mondadori e Feltrinelli con Kobo, IBS diventa partner di una piattaforma straniera per quanto riguarda il versante digitale: diventa partner della tedesca Tolino Alliance (già attiva in Germania, Belgio e Olanda), piattaforma che conta al suo servizio centinaia di librerie e un ereader, la cui nuova versione è stata presentata all’ultima Fiera del Libro di Francoforte, il Tolino Vision 2, e che a breve arriverà perciò anche in Italia tramite IBS.

Le Newsletter della Libraia – Se lo fanno gli altri lo fai anche tu

newsletter-01-01 (1)Nel racconto Alberi e peccati (che sta in questa raccolta), Flaiano racconta la storia di un prete, che è poi la storia di un paese che “sta diventando pelato”, sempre meno verde, e si dice che a breve “scenderà a valle come un ubriaco che casca dal letto”. Il prete che dicevo un giorno ha un’idea: “cominciare il rimboschimento”. Pianta un albero, o meglio lo fa piantare a una donna che sta sempre in sagrestia. Poi un albero ciascuno lo piantano i bambini del catechismo. La gente del paese vede gli altri piantare alberi e alberi via via crescere. Pianta un albero anche il sindaco allora, poi lo pianta una baronessa. E mano a mano, in paese, si vede che lo piantano un po’ tutti, un albero, chi un castagno, chi un faggio, chi un abete. E così ecco il rimboschimento.
Oggi parliamo di cose contagiose (ma alla fine ti svelo cosa c’è veramente dietro questa storia).

Bambaremberembermbe, Bencolembalembalemba

agualusaContagioso è un buon ritmo, che sia quello di una poesia, che sia ad esempio una poesia di Dino Campana, che sia quello di un contrabbassista angolano di nome Faustino Manso, sulle cui tracce da poligamo impenitente si mette una dei tanti figli avuti, in un romanzo di AgualusaLe donne di mio padre, che, affiancando a questa ricerca il racconto della ricerca dell’autore stesso per un documentario su donne e musica africana, t’induce a prender parte a un tour movimentato portandoti a fare qualche domanda sulla famiglia, e sulle cosiddette radici, non così facilmente distinguibili.
handkeContagerà anche te lo sbadiglio, anche se non hai sonno. E a proposito di sonno, c’è uno stato che immediatamente lo precede o lo segue: il dormiveglia, quando ondeggi al di qua e al di là di quel limite che stacca di netto la realtà dall’onirico, e i due piani fai fatica a distinguerli. Peter Handke ha scritto un libro, basandosi su questo stato: ci troverai avvenimenti per cui ti chiederai oltre quale sponda del limite siamo, incontrerai vip come Gesù o Kafka con tratti insoliti, vedrai padri spiegare in maniera assurda in tribunale le proprie azioni nefande.
noriContagiosi son gli applausi. Un timido e singolo battere di mani innesca spesso l’applauso generale, giusto il tempo di far passare un paio di secondi d’incertezza nei presenti. Di applausi ce ne sono al festival Cabudanne de sos poetas, dove “uno cantava Bambaremberembermbe, l’altro cantava Bencolembalembalemba (…) dopo smettevano, applausi, ho applaudito anch’io”, ci racconta Paolo Nori, nel suo modo singolare, in La matematica è scolpita nel granito.

Gentilmente

trevorContagioso è l’entusiasmo, che accalora Trevor un po’ in tutto ciò che fa. La sua allegria da tredicenne entusiasta dovrebbe accendere anche chi l’attornia, ma no. Perché Trevor ha qualcosa che agli altri non va, e non c’è entusiasmo che tenga. In origine progetto per una piece teatrale, poi cortometraggio che ha vinto l’Oscar (puoi guardarlo qui), Trevor è diventato infine anche romanzo, sotto la mano del suo stesso ideatore James Lecesne.
Verifico ogni giorno, con l’assistenza data a lettori e autori, che contagiosa è quella bella cosa chiamata cortesia. Se qualcuno scrive o saunderschiama un po’ irato, con tono acceso o gelido, e si sente rispondere con gentilezza, finisce anche lui per usarla, e pure con piacere. Potrei scrivere un elogio della gentilezza, ma ci ha pensato al posto mio (ed è meglio per te) George Saunders, che ha scritto anche un libro intitolato Nel paese della persuasione, che è un’altra cosa a cui la gentilezza porta. Alla persuasione, intendo.