Mi presento, sono l’editore… Area51 Publishing

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Oggi facciamo due parole con l’editore Area51 Publishing, una delle prime case editrici digitali, nata con un’idea-chiave in testa: “integrazione”: “È questa la nostra peculiarità. Siamo presenti e operiamo attivamente e in maniera autonoma su tre piattaforme-linguaggi-mercati digitali: ebook, audiolibri e app. Grazie agli strumenti offerti dalle nuove tecnologie, cerchiamo di dare corpo a un intreccio innovativo tra contenuti e supporti, tra sfera umanistica e area scientifica.”
Oltre al sito, per continuare a seguirla potete affidarvi a Facebook, a Twitter, e a un ricco canale YouTube. L’intero catalogo, invece, lo trovate qua

- Nome: Area51 Publishing

- Età: quattro anni, abbiamo iniziato a pubblicare ebook all’inizio del 2010

- L’idea: com’è nata, come si è sviluppata:
la nostra esperienza nell’editoria digitale inizia dal cartaceo. Personalmente lavoro in ambito editoriale dal 1993, prima come giornalista, poi come autore (di manualistica e benessere) e come redattore in casa editrice. Nel 1999 abbiamo aperto uno studio editoriale e per quindici anni abbiamo realizzato centinaia di prodotti editoriali con e per numerose case editrici. Dal 2008, con il dischiudersi dei primi cenni in Italia degli strumenti di lettura digitale abbiamo iniziato a lavorare sul progetto di casa editrice digitale che abbiamo inaugurato ufficialmente nel febbraio 2010. Pubblichiamo ebook, audiolibri e app e ci chiamiamo Area51 Publishing con affettuoso riferimento all’Area 51 del Nevada, misterioso e mitico luogo che custodirebbe segreti alieni. Oltre al nostro personale amore per la science fiction e la serie tv X-Files (il cui motto abbiamo fatto nostro: “Vogliamo credere” nel digitale) sappiamo di essere un po’ anche noi “alieni” nel mercato editoriale, tra i primi figli dell’era digitale. Alcuni ci credono ancora alieni invasori benché la nostra filosofia non intenda avere un carattere rivoluzionario, piuttosto diremmo evolutivo.
Abbiamo iniziato a pubblicare ebook a inizio 2010, quando non esisteva nessun player in Italia. Potete immaginare cosa significa vendere 10 ebook al mese e il mese dopo 12, dire, tra sé e sé, cercando di tirare fuori tutto l’ottimismo dell’universo: “Be’, c’è una crescita del 20 per cento”, e poi vedere, man mano che il mercato cresce sul serio, che quei 13 diventare 50, 100, 1000… lavorando giorno dopo giorno, ebook dopo ebook.

Il video che hanno voluto tributare alla loro amata cabina di registrazione, con cui realizzano gli audiobook:

- Il libro che v’ha inaugurato:
Abbiamo iniziato con la narrativa e ora, a distanza di 4 anni, abbiamo ripreso il progetto dando vita ad “Area51 Narrativa”, un nuovo marchio per la fiction Area51 Publishing.
La ricerca e l’esplorazione in ambito narrativo che vi proponiamo con i nostri titoli di fiction ha seguito e continua a seguire quattro filoni principali:
1. Esplorazione dei generi, con i thriller di Stefano Di Marino e Paolo Stefi, la fantascienza steampunk di Massimo Torriani, i testi comici di Gene Gnocchi e Alberto Graziani.
2. Riscoperta di grandi autori del passato: abbiamo pubblicato per la prima volta in edizione italiana il capolavoro di dadaismo 14 lettere del Cristo di Johannes Baader e riproposto in ebook, audiolibro e app un grandioso autore della follia come Gérard de Nerval.
3. Scoperta, lancio e rilancio di autori italiani, in particolare lo struggente Andrea Consonni, gli avventurosi e fantasiosi Giovanni Aprile e Francesco Ficarra, i bravissimi Paolo Pedote e Marzio Biancolino e la talentuosa, giovanissima narratrice e illustratrice Lara Orrico.
4. Rilancio “digitale” dei classici: oltre alla riproposta in ebook e audiolibro di Robert E. Howard, alla collana di rilancio della fantascienza classica italiana “Visioni dal futuro“, citiamo l’articolato lavoro che abbiamo fatto su Edgar Allan Poe, il cui esito è stato un audiolibro e 9 app e ebook con animazioni, lettura audio e colonna sonora.

- Considerazioni sul presente:
oggi, possiamo finalmente dire che esiste realmente un mercato degli ebook. Possiamo dirlo da testimoni oculari, avendo visto e vissuto direttamente il mercato fin da quando non esisteva: oggi, rispetto a due-tre anni fa, le persone hanno molta più confidenza con gli strumenti digitali, sono interessate al libro digitale e acquistano libri digitali senza considerarli più una forma minore di editoria. L’avanzamento tecnologico è un processo irreversibile, così come irreversibili, mi pare di poter affermare, sono i cambiamenti di abitudini in fatto di ricerche, acquisizione di informazioni, acquisti.

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- Collane in atto:
il catalogo di Area51 Publishing ha più di 400 titoli tra ebook, app e audiolibri. La collana di manualistica informatica “Esperto in un click” raccoglie corsi in ebook di programmazione web, mobile, software, videogiochi fino ai linguaggi di programmazione e sistemi operativi.
La collana “Web marketing” offre manuali pratici sempre aggiornati per capire e mettere in pratica fin da subito le principali tecniche di web marketing. Sono ebook pensati per chi vuole avviare la propria professione online e promuovere i propri prodotti, siti e blog.
Offriamo strumenti per il progresso di ciascuno non solo nell’ambito tecnologico ma grazie alle collane dedicate al benessere, proponiamo contenuti, in ebook e audiolibro, dedicati alla crescita personale. Inoltre la collana “Altra Medicina” offre i migliori strumenti per la salute e il benessere: chiari, completi, per tutti.
La passione della divulgazione storica, destinata al grande pubblico, trova nuove strade con le serie di ebook “Breve Storia”, composte di ebook e audiolibri. Dall’antica Roma alla Prima Guerra Mondiale, dalla storia degli Indiani d’America all’epoca napoleonica proponiamo ebook, audiolibri e app che possano raccontare i momenti fondamentali del nostro passato.

- Progetti per il futuro:
quello che consigliamo a noi stessi e su cui lavoriamo ogni giorno: diventare sempre migliori imprenditori. Di progredire giorno per giorno, senza paura di sbagliare, e senza paura di cambiare se sbagliamo, trovando la nostra strada con la consapevolezza di essere parte di un “movimento sempre in movimento”, a cui non ci si può sottrarre e da cui non si può tornare indietro. Non si può più uscire dalla corrente: taoisticamente, forse allora è meglio seguire la corrente piuttosto che lasciarsi trascinare da essa. Non aver paura del cambiamento, non aver paura della massa di informazioni: analizzare, selezionare le informazioni e pensare come utilizzarle per i propri obiettivi. La cosa più affascinante per me di questo lavoro che cambia ogni giorno è la continua chiarezza che cerco di fare sui nostri obiettivi e sulla nostra identità. Che d’altra parte è il motore primario della nostra civiltà, fin dalle sue origini greche: “Conosci te stesso”.
Anche agli autori consiglierei di farsi sempre più imprenditori. Il loro valore sono i loro contenuti. I loro contenuti sono il valore dell’editore, degli aggregatori, degli algoritmi e soprattutto dei lettori. Content is King, si diceva qualche anno fa. Lo è anche oggi, il contenuto è sempre il re! Ogni autore è seduto su una potenziale montagna d’oro, il suo talento. Consiglierei di gestirlo al meglio. Per esempio agendo con accortezza nel cedere i diritti del suo ingegno. L’editoria si sta destrutturando, moltiplicando, parcellizzando. Un editore forte in un settore (per esempio editoria cartacea) potrebbe essere inesistente in un altro (per esempio il mercato degli audiolibri): l’autore-imprenditore dovrebbe tenerne conto e gestire i diritti in modo accorto. L’arte per l’arte, disgiunta dalla tecnologica o, con terribile parola heidegerriana, contrapposta alla “tecnica” e al mercato è un residuo di un vecchio modo di pensare. L’artista deve essere oggi, contemporaneamente e necessariamente, un poeta, un sognatore, un tecnico, un artigiano, un imprenditore, un mercante. Non è il limite, è la bellezza del nostro tempo, perché ci fa esprimere il meglio di noi stessi.
Anche ai lettori consiglierei di diventare sempre più imprenditori. Oggi, nella marea di contenuti sempre crescente, sono i loro bisogni, le loro domande, le loro ricerche e perciò le loro scelte a fare la differenza. Anche ogni lettore è seduto su una potenziale montagna d’oro, il suo talento. La tecnologia sta progressivamente spazzando via tutti gli intermediari istituzionali che orientavano le nostre scelte: oggi ci troviamo immersi in paesaggi sterminati con pochissimi punti di riferimento. Questo può disorientare ma offre anche la più grande libertà delle nostre scelte come lettori, cioè come “cacciatori” di contenuti e soprattutto come creatori della nostra realtà. Che cosa è buono per me? Che cosa voglio veramente? Cosa mi interessa adesso? La nostra vita avanza sempre di più sulla base delle nostre ricerche in uno spazio virtualmente infinito di contenuti e in un tempo sempre più compresso. Milioni di contenuti sempre a disposizione, in ogni momento e luogo. È un processo inevitabile: la chiave della conoscenza sarà sempre più nelle nostre mani di lettori. E noi costruiremo il nostro sapere sempre più in maniera autonoma, contenuto per contenuto, sempre meno dipendenti da strutture e gerarchie di sapere e sempre più liberi. E la libertà richiede la responsabilità delle nostre scelte.

Cosa succede in città – Sony lascia gli ereader e si legge in cabina

sony-prs-t3_02- Non arriveranno più nuovi ereader dalla Sony. Dopo il Sony Reader PRS-T3, non ci sarà nessun Sony Reader PRS-T4.
Come ricorda The Digital Reader, la Sony ha avuto un ruolo importante nello sviluppo progressivo degli ereader: per prima ha adottato un ereader con schermo da 6”, per prima ha adottato l’Epub, per prima ha reso disponibili schermi e-ink con touch screen e luce frontale.
Ma ora fa un passo indietro, si ritira dalla scena, e lascia il mercato degli ereader.

eink_lifecam-698x348- Esiste già uno smartphone con schermo e-ink, ovvero a inchiostro elettronico, lo YotaPhone, che, per essere precisi, ha un doppio schermo: uno LCD e uno a inchiostro elettronico.
FormNation (studio di design europeo con sede a New York) ha progettato invece uno smartphone con schermo soltanto e-ink.
I vantaggi? Ad esempio la durata della batteria, che arriva fino a un mese, e il prezzo più conveniente. Di fronte alla possibilità che un ritorno a uno schermo in bianco e nero non sia attraente per il consumatore, FormNation dichiara: “Invece di usare il filtro Illford di Instagram per convertire le vostre fotografie a colori in belle foto in bianco e nero, il nostro telefono E-Ink crea immagini direttamente in bianco e nero”.
E col refresh dello schermo un po’ lento come la mettiamo? La mettiamo che permette così di creare GIF in stop motion al posto di video fluidi. “Semplicità e funzionalità diventano chiarezza e stile”.

locke- A Roma una cabina telefonica (ovviamente) in disuso verrà riempita di libri. Sarà la prima bibliocabina, un progetto proposto dal Comitato Torresina, seguendo ciò che è già stato fatto in altri posti, ad esempio a New York dall’architetto John Locke (un esempio in foto).
Con un po’ di timore per la possibilità che i libri vengano non solo letti ma pure rubati, Antonio Giustiniani, che fa parte del Comitato, ha precisato che il progetto partirà a metà settembre e che, inizialmente, vedrà impegnata una sola cabina: “Per il momento scegliamo di metterne solo una, perché conosciamo i nostri limiti. Se poi l’idea dovesse piacere a livello comunale o altre associazioni si prendessero cura di altre cabine ne saremo davvero felici. (…) Scegliere un libro in una cabina telefonica è un po’ come prendere due piccioni con una fava: da un lato infatti si avvicina la gente alla lettura, dall’altro si restituisce nuova vita alle care vecchie cabine telefoniche in disuso.”

Le Newsletter della Libraia – Effetti collaterali naturali

campo di citronella

campo di citronella

L’avrai intuito, sono una femmina.
Come femmina da qualche anno ormai uso cosmetici, e da qualche mese cerco solo cosmetici che di certo non fanno male alla pelle e a ciò che c’è dietro. Dopo i cosmetici, la stessa preoccupazione la settimana scorsa l’ho applicata a creme e shampoo: solo roba naturale. Benissimo.
Se non fosse per un piccolo particolare olfattivo, scoperto non appena, dopo la doccia, ho posato il fon. Avrò pure rispettato i miei capelli, ma nonostante l’etichetta promettesse profumo di arancio, la mia testa era in pratica una candela all’olio di citronella.
Per carità eh, ho passato una serata in balcone e di zanzare neanche l’ombra, ma, ecco, non è esattamente il massimo sapere di olio di citronella.
Oggi vediamo cinque libri naturali.

In teoria e in pratica

Parto dalla natura ampia, ovvero non quella della nostra Terra visibile, ma quella dell’Universo intero (o quasi, ché va’ a sapere quant’è l’Universo intero).Ma parto anche con la natura minuscola, ovvero quella che sta sulla Terra nostra ma che non è visibile: la natura interna di ciò che vediamo. Breve storia di (quasi) tutto di Bryson, da poco arrivato, racconta questo e altro in una varietà di toni e argomenti che lascia sazi. E con semplicità.
C’è una cosa che ci viene naturale, forse èla cosa che più ci viene naturale: respirare. Ecco, metti il caso che la cosa più naturale fosse invece artificiale:Ricardo Piglia, argentino, ha scelto quest’idea per titolare un suo capolavoro: Respirazione artificiale, dove, tra le trame che si ramificano perfettamente lungo il libro, si respira ciò che tende a soffocare qualsiasi impulso naturale: l’oppressione. Non è un caso, visto il luogo e il tempo in cui il libro fu scritto. Consiglio questa recensione di Tommaso Pincio per saperne un po’ di più.
Ora, per tornare a me e ai miei capelli, un libro di tutt’altro genere. Una guida pratica, cioè, per chi si mette in testa non uno shampoo alla citronella ma l’idea di farsi da sé i cosmetici usando ingredienti soltanto naturali. Attenzione, però, Cosmesi naturale pratica non è solo questo: è anche un manuale sull’alimentazione, su certi prodotti che si trovano in vendita al supermercato, e non si fa mancare neanche qualche ricetta di cucina.

Dall’inizio alla fine

Per chiudere, natura dal principio alla fine. Ovvero: prima dalla nascita,dall’inizio della vita. Crearla artificialmente, la vita, viene visto come una specie di sacrilegio da alcuni, come un argomento troppo delicato da altri. Philip Ball, che ha la passione di scrivere di scienza, in Non è naturale ha voluto spiegarci che la diffidenza, che a volte diventa ripugnanza, verso l’argomento è cosa “recente”. Nei miti e nelle leggende, di vita artificiale, ce n’è in abbondanza. E poi ci racconta come stanno scientificamente le cose, al momento.
Infine la fine. Lo so, non è il massimo chiudere una lettera con l’immagine della morte, ma, che ci vogliamo fare, purtroppo è naturale. C’è un tipo di morte che però non lo è per niente: l’omicidio. E c’è un tipo di omicidio che viene percepito come uno dei picchi degli atti contro natura: l’uccisione del padre. Grazie per il fuoco di Benedetti è un bel romanzo che si ficca nella testa del figlio, che ha questa voglia, e ce lo spiega per bene eh, il perché, tanto per bene che siamo quasi tentati di dirgli: “Ma sì, fallo”. Lo farà?

Mi presento, sono l’editore… Nativi Digitali Edizioni

NativiDigitalilargo

Oggi a presentarsi la casa editrice Nativi Digitali Edizioni, nata dalla semplice idea “ma perché non molliamo le nostre attuali occupazioni precarie e senza prospettive per fare qualcosa che amiamo davvero?” e con l’obiettivo di “partire dal basso, sfruttare al meglio le opportunità che il web ci offre e pensarci più come portavoce di una community”. Qui per seguirla su Facebook, qui su Twitter, qui il buon sito, con blog e molto altro. Qui, infine, il suo catalogo.

- Nome: Nativi Digitali Edizioni

- Età: meno di un anno

foto marco e annalia tablet- L’idea: come nacque, come si è sviluppata e quant’è cambiata:
Nativi Digitali Edizioni nasce da un concetto: l’unione di cultura e tecnologia, di sapere umanistico e scientifico ai tempi del web; questa è la nostra visione dell’editoria digitale. Noi due fondatori, Marco Frullanti e Annalia Scarafile, abbiamo in comune questa passione per letteratura e “roba da nerd”: questa è l’identità con cui nasciamo e che abbiamo conservato. Dopo 15 pubblicazioni in 9 mesi, a cambiare forse è stato l’approccio “giovanilistico” con cui siamo partiti, prediligendo dichiaratamente testi di autori under-30, mentre invece abbiamo visto che anche opere di autori più maturi possono inserirsi benissimo all’interno della nostra visione.

anni90COPERTINa600800- Il libro che v’ha inaugurato:
il primo ebook che abbiamo pubblicato è una sperimentazione dello stesso Marco Frullanti, Anni ‘90 – Dagli 883 a Carmageddon, una raccolta di articoli sulla cultura pop-nerd di quel decennio. Non certo un capolavoro, ma forse ci ha aiutato a definire fin da subito la nostra immagine.

 

 

 

- Considerazioni sul presente:
dopo lancio e avviamento, un sacco di progetti bollono in pentola, ad esempio recentemente abbiamo lavorato insieme al portale di racconti interattivi THe iNCIPIT per il contest “Storie d’Estate”, altre collaborazioni sono in corso con il forum Writer’s Dream e altre realtà. La fatica sta nel riuscire a concretizzare e a coordinare tra loro le tantissime idee che ci vengono proposte o ci saltano semplicemente in testa.

- Collane in atto:
abbiamo cinque collane che confermano il nostro interesse verso generi molteplici ma anche nei confronti della narrativa non di genere: NSF (Non Solo Fantasy) si spiega da solo,  GTI (Giovani Talenti Italiani) è all’insegna di un’interpretazione un po’ fuori dagli schemi del Young Adult, IDA (Impronte d’Autore) è dedicato ai racconti o novelette, FTL (For The Lulz) è il più originale perché guarda in primo luogo alla cultura di internet, forse la prima collana orientata in tal senso nel panorama editoriale italiane; da circa un mese abbiamo lanciato RIL (Rizoma in Letteratura) che include proposte di vario genere ma con in comune un’identità sperimentale, se non proprio di rottura.

- Progetti per il futuro:
in primo luogo continuare a pubblicare con frequenza i testi che ci piacciono, e poi farci conoscere di più, non solo online: stiamo organizzano varie presentazioni e eventi, oltre alla partecipazione alla fiere. Poi, ovviamente, continuare a lanciare progetti innovativi e divertenti in collaborazione con altre realtà dell’editoria digitale; il bello di questo settore è la sua fluidità, del resto.

Intervista all’autore – Carlo Barbieri

barbPochi giorni fa è uscita, per Dario Flaccovio Editore, Uno sì e uno no, una raccolta di racconti di Carlo Barbieri, già ospite in questo blog e già autore di libri come La pietra al collo e Il morto con la zebiba.
Mi è sembrata un’ottima occasione, vista l’amicizia “epistolare” che si è creata con Barbieri, per inaugurare la rubrica di interviste agli scrittori.

 

 

 

- Carlo, cominciamo con un accenno alle tue precedenti identità: “chimico arrugginito e marketer pentito”. Parlacene un attimo.

“Chimico arrugginito” perché saranno dieci anni che non scrivo una reazione chimica. E mi guardo bene dal farlo: potrei scoprire di essermi dimenticato tutto, e preferisco illudermi che non sia così. Quanto al “marketer pentito”… beh non so chi disse che “Il marketing è l’arte di fare comprare alla gente cose di cui non ha assolutamente bisogno a prezzi vergognosamente spropositati”. Io l’ho fatto per tantissimi anni… meglio pentirsi, finché si è in tempo, no?

- Passiamo subito a Uno sì e uno no, una raccolta di racconti: tu non sei nuovo al genere del racconto. Ti porta a lavorare diversamente rispetto al romanzo? Se sì, come?

Fatte le dovute proporzioni di cui mi scuso umilmente con la buonanima di Michelangelo, secondo me il racconto sta al romanzo un po’ come un singolo quadro alla Cappella Sistina. O, chiedendo scusa stavolta agli chef – e ne approfitto per salutare il mio celebre omonimo Barbieri, grazie al quale quando arrivo in un albergo talvolta sono accolto come un re finché non scoprono che non sono lui né un suo parente – il racconto sta al romanzo come un pranzo veloce sta a una cena di dieci portate. Un racconto, se mi viene l’idea che mi mette in moto, può essere scritto in due o tre giorni; per un romanzo ci metto diversi mesi, e invidio gli scrittori che riescono a sfornarne a getto continuo. Ma come fanno, accidenti?

- Com’è nato questo nuovo libro?

Al supermercato, o sotto la doccia, o mentre sono in giro, ecco che un’idea mi colpiva e dopo un po’ mi accorgevo che dentro la mia testa stava diventando una storia… allora mi sedevo al computer e l’aiutavo a venire alla luce. Praticamente mi sono limitato a fare l’ostetrico. Una storia oggi e una dopo una settimana, ecco che a un certo punto sono diventate tante e Dario Flaccovio mi ha proposto di pubblicarle.

- Stavolta non ti dai al solo genere giallo, com’era successo in altri libri precedenti, ma tocchi vari generi e toni. In quale ti trovi più a tuo agio?

In effetti, come dicevi nella domanda precedente, non sono nuovo ai racconti, quasi sempre umoristici ma spesso con discorsi “seri” sotto traccia. Il mio primo libro, Pilipintò-Racconti da bagno per Siciliani e non, appartiene a questa categoria. I gialli La pietra al collo e Il morto con la zebiba (scommetto che corrrerai subito su google per vedere cos’è la zebiba, eh eh) sono venuti dopo. Quindi è un ritorno al racconto, ma temporaneo perché nel 2015 uscirà un altro giallo. Ciò premesso, la risposta sincera alla tua domanda è “non so con quale genere mi trovo più a mio agio.” Se arriva l’ispirazione, arriva… e da quel momento la strada è in discesa. Dipende dal semino che mi porta il vento.

- Per chiudere: nella sinossi si legge “Aspettatevi di tutto (…) Troverete la verità sull’Aldilà”. Dove sei andato a cercarla? :)

Non ho dovuto fare niente: è stata lei a cercare me. Io mi sono limitato a… beh non è il caso di sciupare la sorpresa ai lettori, no? Comunque si tratta di roba autentica, uno scoop incredibile, e solo per questo dovrebbero darmi il premio Pulitzer per il giornalismo. Che dici, ho speranze?

Grazie mille Carlo per la tua sempre pronta disponibilità. A presto!

Le Newsletter della Libraia – L’apparizione del mercoledì sera

Schermata 2014-07-28 alle 14.54.24Mercoledì finisco di lavorare e mi dico: “Sai che c’è? Vado al mare”. Una ventina di minuti e sono sulla sabbia a passeggiare, aspettando di vedere la giornata finire. Non so te, quando penso a una camminata in spiaggia finalmente silenziosa perché s’avvicina la sera, m’aspetto qualcosa di meditativo, un momento fortemente introspettivo, una specie di isolamento alla fin fine formativo. In realtà, non si risolve così. Tra i pensieri più alti c’è: “Di chi saranno ‘ste ciabatte sulla riva?”.
Comunque, sto bene. Me ne sto a fissare il mare distesa (internamente, non fisicamente sulla sabbia), quando a un tratto volto la testa verso la strada e lo vedo: 
un uomo nudo.
Entra in macchina, ingrana la prima e se ne va. Non so… improvvisamente sono meno distesa e un po’ più meditativa.
Vediamo cinque libri spogliati.

Nel titolo

La parola “nudo” e l’argomento libri mi fanno venire in mente subito, come non ci fosse alternativa, il Pasto nudo di Borroughs. Questo succede perché l’esperienza di leggerlo fu particolare, a 18 anni circa, in un’estate in cui avevo tanto tempo libero ed ero una catena di montaggio di lettura. Il Pasto nudo s’impresse in me (così come altri libri eh), e s’impresse perché è un libro esasperante, ha conseguenze direi fisiche su di te, mentre lo leggi, e potrai benedirti o maledirti per aver deciso di farlo.
A nudo Giuseppe Testa e Helga Nowotny c’hanno messo certi geni. In che senso? Che gl’hanno fatto? Innanzitutto si parla di geni e bioetica, argomento complesso in cui riescono a farci entrare con naturalezza. Perché l’hanno voluto fare? Perché, senza che io e te lo sappiamo, velocemente si sono fatte scoperte genetiche sul nostro buon io umano che neanche ci immaginiamo, e queste rapide scoperte hanno, è inevitabile, conseguenze sulla vita pratica e pubblica.
Siamo di certo nudi quando spuntiamo per la prima volta nel mondo (nudi, un po’ sporchi e spesso non troppo belli, ma non ci pensiamo), quando siamo neonati puri cioè. Di neonati ne è pieno il libro Telegraph Avenue di Michael Chabon, perché da una parte c’è un neonato di cui si prende cura qualcuno che non è il padre, dall’altra ci sono due ostetriche che pensano a gettare nel mondo nudi e piangenti parecchi nuovi individui. Poi di che si parla? Si parla del tempo, del cambiamento, di come affrontarlo.

Denudati (dentro)

Di Peter Handke, l’austriaco che si dà a viaggi, poesia, teatro, cinema, e non basta, pure ad altro (culturalmente parlando), è uscito da poco Saggio sul luogo tranquillo, come tranquillo è il luogo che t’ho descritto in apertura (o meglio come tranquillo era, prima dell’apparizione). Il libro ha proprio a che fare con ciò di cui discorrevo: lo strausato “mettersi a nudo”, la creazione di uno spazio privato, l’introspezione, vedere se è utile, cosa se ne ricava, e che significa.
Riuso lo strausato “mettersi a nudo”, abbi pazienza. Ma lo faccio per una buona causa, per la bella graphic novel di Isaak Friedl, che nel suo blog mostrava così i passaggi per arrivare a una pagina di Sottobosco, l’ebook che appunto ti consiglio. Siamo in un terreno selvaggio dove incontrare uomini quasi o del tutto nudi non lascerebbe basiti, accompagniamo Greta in quel viaggio a ritroso che non ha mai confini netti qual è il viaggio nel passato, dove si mischia ciò che è stato a ciò che si è adesso.

Profumano di nuovo – Ci si disseta, si suona, si va nel Profondo Web

deep- Deep Web, Carola Frediani: da Quintadicopertina arriva quest’ebook sul Deep Web, inteso come “darknet, reti oscure perché non facilmente visibili e tracciabili”. Il Web ci appare un universo inesauribile, infinito, ebbene quest’universo che è infinito e inesauribile ai nostri occhi nasconde, agli stessi nostri occhi, tante strade, tanti spazi di cui ignoriamo totalmente l’esistenza. Carola Frediani, giornalista che cura, tra le altre cose, il blog Profondo Web, ce ne parla, ce ne racconta alcuni, ci spiega da dove vengono, a che servono, a chi servono.

mingus- Mingus secondo Mingus, John F. Goodman: Minimum Fax ha una bella collana musicale, e pochi giorni fa è arrivato in ebook un nuovo pezzo di questa collana. C’è Charles Mingus al centro, John F. Goodman è l’autore del libro, che tratteggia quel che Mingus è stato, sia a livello musicale sia a livello personale. Mingus infatti è noto non solo per ciò che ha creato musicalmente, ma anche per una certa personalità turbolenta, “The Angry Man of Jazz” lo chiamavano. Mingus secondo Mingus è un percorso nella sua vita, attraverso le sue stesse parole.

diluvio- Dopo di me il diluvio, David Forrest: dietro questo nome d’autore (David Forrest), in Italia pubblicato da Il Saggiatore, ci sono due autori in realtà, inglesi, Robert Forrest-Webb e David Eliades, che diedero vita a quattro commedie, in cui i toni comici veicolano argomenti importanti, trattati così divertendosi.
Cominciarono nel 1969 con quel libro dal titolo che a un certo punto mentre lo pronunci sembra interminabile: E a mio nipote Albert lascio l’isola che ho vinto a Fatty Hagan in una partita a poker; proseguirono nel 1973 con questo Dopo di me il diluvio (da cui fu liberamente ispirata la commedia musicale Aggiungi un posto a tavola), dove al telefono c’è Dio, e ciò che annuncia è un secondo diluvio universale.

vodka- C’era una vodka, Sapo Matteucci: da Laterza arriva un’autobiografia liquida, nel senso che Sapo Matteucci racconta se stesso attraverso ciò che nella vita ha bevuto, e ne risulta un libro che è anche un po’ un prontuario su drink e cibo da abbinare.
Matteucci è un giornalista che s’è occupato, “librariamente” (lo so, non esiste quest’avverbio probabilmente) parlando, anche di cucina. Per lui in principio fu il Campari soda:
“sottratto e bevuto lungo microanabasi dal bar del Bagno Zara a Viareggio fino all’ombrellone in prima fila, dove se ne stava sdraiata mia madre a cui dovevo portarlo intorno all’una e mezzo. Ne rubavo un sorso entro quel doloroso tragitto di sabbia rovente, sbollendo i piedi”.
Da lì si prosegue in quest’educazione spirituale da 0° a 60°, tra cognac, whisky e whiskey, tra cocktail assolutamente o per niente tradizionali.
Così magari al bar, la prossima volta, incerti perché non avete molta scelta, non ordinerete il solito Spritz.

Mi presento, sono l’editore… Zandegù

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Zandegù, “una casa editrice indipendente di Torino, che si industria con la complicità di una squadra giovane (secondo standard italiani) e agguerrita (secondo standard planetari)“, ci racconta chi è e cosa fa.
Per seguirla di più: il sitoFacebook, Twitter, Instagram e YouTube (con molte interviste agli autori). Non si fa mancare niente.
Qua l’intero catalogo.

- Nome: Zandegù

- Età: 9 anni dalla fondazione, 1 e mezzo dalla rinascita in digitale

- L’idea: come nacque, come si è sviluppata e quant’è cambiata:
siamo persone curiose e con Zandegù cerchiamo di proporre testi che vadano proprio in questa direzione: stuzzicare la curiosità delle persone, farle riflettere e divertirle. Ebook allegri, agili e che trattano gli aspetti meno noti e più buffi del quotidiano.
Siamo partiti nel 2005 come editore di narrativa surreale, con racconti e romanzi, e oggi, in digitale, proponiamo solo ebook di non fiction e fumetti scritti da giovani autori, con un occhio di riguardo per la grafica delle copertine.

OK_PANICO_shop_420x525px- Il libro che v’ha inaugurato:
Ok, panico! di Fabio Lubrano, la guida per farsi venire degli attacchi di panico a regola d’arte e goderseli fino in fondo! Rappresenta il nostro modo di guardare alle cose: temi seri ma trattati in modo unico e ironico.

 

 

 

 

- Considerazioni sul presente:
noi siamo molto ottimisti: l’editoria digitale è un settore ancora neonato e speriamo che essere arrivati tra i primi ci possa portare bene. Noi siamo molto contenti dei risultati di questo primo anno e mezzo: l’ebook ci ha permesso di dare libero sfogo alla creatività nelle proposte in un modo che con il libro cartaceo non ci era possibile, a causa della distribuzione non sempre amica delle piccole realtà e dei costi tipografici.

- Collane in atto:
5: reportage, manuali, graphic novel, bignami di classici a fumetti, fuori collana.

- Progetti per il futuro:
una collana di manuali dedicati a temi professionali, ma sempre trattati in modo poco ingessato. Le nozioni ci saranno e saranno di qualità, scritte da professionisti, ma con brio. Sarà il trait d’union tra la parte editoriale di Zandegù e i nostri corsi che portiamo avanti con successo dal 2013, abbiamo appena lanciato la nostra quarta stagione, e che spaziano dalla scrittura creativa al web.
Vorremmo consolidarci come editore di qualità, con un progetto riconoscibile. E abbiamo intenzione di spingere l’acceleratore su eventi che coniughino letteratura e divertimento, come il nostro Litcrawling, la passeggiata di bar in bar e di lettura in lettura.

Qui sotto un tutorial che Zandegù ha realizzato per dare un aiuto nella lettura degli ebook:

Le Newsletter della Libraia – Cercando di convincere il signor Gianni

robiolaSabato scorso, in spiaggia, sola, stesa su un asciugamano imperturbabile agli eventi. Il mio isolamento mentale viene rotto da un dialogo che mi prende. Apro gli occhi e muovo leggermente la testa verso il mare, da dove vengono le voci, per vedere a chi corrispondono: un uomo e una donna di circa sessantacinque anni, il bianco dei capelli che si staglia sul corpo già color castagna di entrambi. Dal bagnasciuga raggiungono sdraio e ombrellone, sempre parlando.
Gianni, come te lo devo di’. La robiola c’ha il 32% di grassi!”
“Ma Luisa ha detto di no. Dice che è magra.”
“No oh Gianni! La ricotta è magra, la robiola no. È che Luisa a ‘ste cose non ce guarda. Io c’ho guardato. La robiola dell’Eurospin, vabè, c’ha il 35% di grassi, quella Osella il 32… quella del Lidl non so, quella non c’ho guardato.”
“L”
“No Gianni! Luisa non ce guarda. La robiola non è come la ricotta che qualsiasi prendi è uguale. Non è magra. Se la robiola è X, la ricotta è Y“.
Silenzio del signor Gianni, riflessivo di fronte all’equazione. Poi, dal suo corpo steso all’ombra immobile come me, fuoriesce la sentenza finale: “Sarà cuscì”.
E dopo il “sarà così” conclusivo di Gianni, ripercorriamo questo denso dialogo con 5 libri.

Trentadue

Partiamo dai latticini, scatenanti la foga della canuta signora. In Lombardia la pànera è la crema di latte, la panna, diciamo. E Foscolo, sulla base di questo, chiamò Milano PaneròpoliHans Tuzzi lo sapeva, come sa tante altre cose con la sua ricca cultura, e c’ha ambientato un romanzo, dove vivono in tanti e succedono cose, si è sereni dopo una cattiva azione, ovunque trionfano impazienza e Vanagloria, e ci si diverte, in mezzo a tutto questo, ebbene sì, finisce che ci si divertono un po’ tutti, tu, Hans Tuzzi e quegli individui fittizi che sono i personaggi.
Seconda tappa del dialogo, quel trentadue difeso con le unghie e coi denti dalla professionista di percentuali (senonché, 10 minuti dopo la chiusura di Gianni, l’ho vista controllare allo smartphone e sentita dire: “Ah no, c’ha il 26%”). Trentadue sono gli anni in cui lascia il mondo il povero D.D., proclamatosi per anni egregio scrittore, ma l’amico filologo che ci trascina nella ricostruzione della sua vera vita scopre che quello che sta ricostruendo sono Vita e morte di un giovane impostore.
Come parte del dialogo mi ci metto pure io, stesa al sole a occhi chiusi, all’apparenza indifferente a ciò che accadeva attorno, in realtà attenta ad ascoltare, memorizzare per poi riportare. L’ascolto mi ha fatto venire in mente un libro particolare, non mi viene altro aggettivo per definire ciò che voglio dire. Inoltre è a tema con la spiaggia e i mesi in corso. Una radio propose a un professore, nel solleone e caldo estivi, di condurre un programma radiofonico filosofico. Risultato inaspettato: un successone! Passa pure anche tu, se vuoi, Un’estate con Montaigne.

Gianni

Chiudiamo col signor Gianni. Gianni come Gianni Tetti, uno scrittore italiano che ha alle spalle una raccolta di racconti, e da poco è tornato con un romanzo chiamato Mette pioggia. C’è uno scirocco che soffia incessante, e “qualcuno da qualche parte ha detto che quando c’è quello scirocco vuol dire che c’è il diavolo in giro”. In effetti succedono strane cose in Sardegna. Senza dimenticare il fatto che sembra essere l’ultima settimana a disposizione per l’umanità.
Infine, il luogo da cui il signor Gianni ha discettato di formaggi (o meglio, ha subito la discettazione): la spiaggia, ma andando più sullo specifico, zoomando sul corpo del signor Gianni steso immobile e già marroncino, circoscriviamo l’ambientazione a sotto l’ombrellone. Da dove Andrea Gentile ci spiega cose sulla spiaggia che avrai visto migliaia di volte ma senza mai saperne l’origine o il motivo. Lo fa con curiosità scientifiche, ma pure con riferimenti filmici e musicali.

Mi presento, sono l’editore… BLONK

 

BLONK-Libri-senza-attrito

Oggi a presentarsi ai lettori è la casa editrice digitale Blonk.
Per seguirla sempre e non lasciarla mai: qui la pagina Facebook, qui l’account Twitter, qui il blog.

- Nome: Blonk

- Età: 3 anni

- L’idea:

  • Come nacque: una mattina ci siam visti dentro il solito bar dove si faceva colazione e si discuteva delle progressive sorti del Paese. E ci siam detti: in quel momento qui fare una casa editrice è un po’ come fare una radio negli anni ’70. SI PUÒ FARE! Allora un editor e un presidente (sempresialodato) hanno messo intorno a un tavolo un creativo con baffi e barba, un traduttore, e un commerciale (tutti con baffi e barba peraltro) ed è nata Blonk.

- Il libro che v’ha inaugurato: due insieme, uno più bello dell’altro (da entrambi i versi si guardi l’elenco):

- Considerazioni sul presente:
se c’è un ambito dove realmente stanno succedendo cose è quello degli e-book.
Continuiamo a credere nella possibilità di sperimentare e di costruire concrete opportunità per molte persone che si misurano con la scrittura, producendo dei risultati eccellenti.

- Collane in atto:
abbiamo scelto di non avere molte collane, è un modello comunicativo preciso che chiede una proposta precisa, non si tratta di colorare delle copertine.
L’unica attiva è “Cotti & Mangiati”, che nasce da una esigenza segnaletica, per dire ai nostri lettori che quelli sono ebook istantanei, che raccontano un angolo di visuale immediato.

settimana corta- Progetti per il futuro:
ci sono parecchie cose che bollono in pentola, e non tutte le possiamo raccontare. Da segnalare un esperimento, per il momento solo sul nostro sito, che si chiama “La settimana corta“: corti e cortissimi che non solo nel cinema colpiscono e arrivano a segno.