Profumano di nuovo – Tre grossi autori, allucinazioni e sperimentazioni

ultimiPer chi si chiede senza sosta: “Cosa sarà arrivato la settimana scorsa in libreria?”, desiderando però una selezione della marea di titoli giunti sugli scaffali, ecco la risposta:

- tre Adelphi firmati da pezzi grossi della letteratura:

  • La rovina di Kasch, Roberto Calasso: quella della rovina dei Kasch è una leggenda, che esemplifica l’avvicendarsi di vecchio e nuovo, quando il primo muore per dar spazio all’altro. La voce a cui Calasso ha scelto di dare il privilegio di narrarci l’intreccio di storia, invenzione, poesia, lettere, memorie, sogni di cui questo gran libro è dinamicamente fatto è quella di Talleyrand, il politico che seppe adattarsi al cambiamento e ai volti diversi che il nuovo di volta in volta assunse. Ed è una voce tale che il lettore non può fare a meno di seguirla con passione fino all’ultima parola scritta. Ricordando quanto essa stessa dichiara: “Parlo anche, come sempre, per ingannare”
  • I mangia a poco, Thomas Bernhard: il titolo viene dai 4 personaggi, uomini semplici, che sono oggetti d’interesse del protagonista di questo romanzo. Protagonista che prende il nome di Koller, si è visto portar via una gamba da un cane, ha un indennizzo e una pensione che gli permettono di vivere dandosi solo a ciò che gl’interessa, e ciò che gl’interessa è la fisiognomica. Un giorno decide senza motivo alcuno di rompere un’abitudine giornaliera, questa rottura lo porta a incontrare di nuovo i 4 uomini di cui si diceva e che già conosceva ma che da un po’ non vedeva. Questo è solo l’inizio per lo sprigionarsi di una personalità unica, eccentrica, innamorata della propria passione, della ricerca e del pensiero che non segue linee già dettate.
  • In villa, W. Somerset Maugham: ciò che s’apprezza di questo libro è la finezza di costruzione da parte di uno che ha dimostrato sempre di saperci fare in tal senso. Nella villa su Firenze in cui prende spazio la storia che W. Somerset Maugham affabula, abbiamo una donna di classe che barcolla tra due uomini, l’uno l’opposto dell’altro. Finché l’ondeggiare in una direzione la porterà a un esito che da lei nessuno si sarebbe aspettato.

- Terra ignota – Risveglio, Vanni Santoni: piace sperimentare, a Vanni Santoni. Ne è una dimostrazione ben riuscita In territorio nemico, opera collettiva scritta a 115 teste e 230 mani, un’idea venuta proprio a lui e a Gregorio Magini, e che ha preso il nome di Scrittura Industriale Collettiva. Terra ignota è un’altra sperimentazione, stavolta personale, e di genere (intendendo il genere letterario): è un romanzo fantasy. Anche se lui non lo chiamerebbe così, per la scadenza a cui il genere così denominato, di cui si occupa ormai da tempo, è stato fatto andare incontro, come spiega Vanni Santoni stesso in quest’intervista.
La protagonista delle avventure fantastiche a cui Vanni Santoni ha dato qui via libera è una bambina, che si ritrova a dover intraprendere un viaggio che è una ricerca, e che la porterà a scoprire parecchio sulle proprie origini.

- L’albero e la vacca, Adrian N. Bravi: questo scrittore è argentino, ma scrive in italiano, una lingua che ha l’abitudine di parlare da ormai più di dieci anni, perché in Italia è venuto a studiare e si è laureato. L’albero e la vacca ha luogo proprio là dove oggi Bravi vive, cioè Recanati. A un bambino di 8 anni piace arrampicarsi su un albero. Ed è su quell’albero che trova il modo di avere allucinazioni.
Il titolo, enigmatico, a Bravi lo fornì il figlio dopo qualche ora di anestesia totale, da cui si risvegliò dichiarando di aver visto una vacca bianca in sala operatoria.
Lo racconta in quest’intervista, dove si fissa un punto importante di questo romanzo: il confine traballante tra la realtà e il surreale.

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